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News Abbattimento Barriere Architettoniche
Data: 04-09-2020

Barriere architettoniche: definizioni e guida tecnica completa

Natura e tipologie delle barriere architettoniche, prescrizioni tecnico-giuridiche, interventi e incentivi fiscali per il loro abbattimento


 

Le barriere architettoniche sono un argomento di stretta attualità ormai da molti anni, grazie a un deciso aumento di attenzione per le esigenze delle persone con disabilità. In questo articolo vedremo dunque cosa sono e quali sono le prescrizioni di legge, gli interventi e gli incentivi fiscali per il loro abbattimento.
 

Il concetto di “barriera architettonica”

Con il termine barriere architettoniche” (Foto 1) si intendono generalmente tutti quegli ostacoli che si oppongono alla corretta fruizione da parte di persone con disabilità fisiche, cognitive o sensoriali (permanenti o temporanee) di uno spazio, un servizio o un edificio.
Tuttavia la loro presenza comporta difficoltà anche a particolari categorie di utenti normodotati tra cui ad esempio anziani, bambini, stranieri con scarsa conoscenza della lingua, mamme e papà col passeggino o viaggiatori con valige pesanti.
Questo concetto è ribadito anche dalla definizione normativa di barriera architettonica, contenuto nell’articolo 1, comma 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503.

Le barriere sono di vario tipo:

  • fisico, costituite soprattutto da salite molto ripide, rampe di scale, singoli gradini o porte troppo strette per consentire il passaggio di un passeggino o una persona su sedia a rotelle, oppure di elementi di arredo (tavoli, sedie, sgabelli o banconi di reception) troppo alti per essere fruibili correttamente da bambini, individui bassi o invalidi su sedia a ruote;

  • sensoriale, derivanti soprattutto dalla mancanza di un’adeguata segnaletica per persone cieche, sorde o ipovedenti;

  • linguistico/cognitivo, identificabile con l’uso di una segnaletica incompleta o poco chiara: è il caso soprattutto di spazi molto frequentati da persone di varie etnie come porti, stazioni, aeroporti o uffici pubblici.

Prescrizioni sull’abbattimento delle barriere architettoniche

La presenza di barriere architettoniche riguarda edifici di qualunque dimensione, tipologia o destinazione d’uso.
In Italia la normativa fondamentale per il loro abbattimento è costituita dalla 
legge 9 gennaio 1989, n. 13, tuttora vigente sebbene integrata da altre norme più recenti che riguardano soprattutto la disciplina degli interventi edilizi finalizzati alla loro rimozione o gli incentivi fiscali destinati 

a tale scopo.

I suoi contenuti fondamentali sono la previsione di tre livelli di accessibilità in base alle caratteristiche e alla destinazione d’uso, e le prescrizioni tecniche vere e proprie.
Il livelli di accessibilità sono:

  • accessibilità, cioè la possibilità anche per le persone con capacità motoria o sensoriale impedita o ridotta, di raggiungere un edificio o le sue singole unità immobiliari o ambientali, fruendone i relativi spazi in sicurezza e autonomia;

  • visitabilità, con cui questa particolare utenza può accedere in autonomia agli spazi di relazione (zona soggiorno e pranzo delle abitazioni e quelli dei luoghi di lavoro, servizio e incontro in cui il cittadino entra in rapporto con la funzione che vi viene svolta) e almeno un servizio igienico per ciascun alloggio o piano dell’edificio;

  • adattabilità, con cui si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati per renderlo completamente anche da persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. 
     

    Gli edifici pubblici devono garantire il requisito dell’accessibilità, mentre per gli esercizi commerciali come negozi, bar, alberghi e ristoranti è generalmente richiesta la visitabilità.

    Il requisito dell’adattabilità è invece necessario per le ristrutturazioni di singoli appartamenti o edifici unifamiliari.

    Tra le prescrizioni tecniche finalizzate a garantire l’effettiva rimozione delle barriere architettoniche troviamo invece:

    l’uso di porte con luce netta di almeno 75 centimetri, cioè in grado di garantire il passaggio di una persona su sedia a rotelle, con adeguati spazi di manovra davanti e dietro;

  • l’adozione di infissi esterni con il meccanismo di comando (maniglia manuale o interruttore per l’apertura elettrica) posto a un’altezza compresa tra 100 e 130 centimetri dal pavimento;

  • percorsi orizzontali, disimpegni e corridoi larghi almeno un metro e muniti di adeguati slarghi ogni 10 metri per consentire l’inversione di manovra di una sedia a rotelle;

  • il superamento di scale e dislivelli non più alti di m 3,20 mediante rampe (Foto 2) con larghezza minima di m 0,90 oppure 1,50 per consentire l’incrocio di due persone, pendenza massima dell’8% e munite di ringhiera, protezione fermapiede e pianerottoli di riposo ogni 10 metri oppure prima e dopo eventuali porte;

  • la predisposizione di servizi igienici (Foto 3 e 4) che garantiscano l’accostamento laterale alla tazza wc, al bidet, alla lavatrice (nel caso dei bagni domestici) e l’accostamento frontale al lavabo, considerando anche gli spazi di manovra; devono inoltre essere presenti appositi maniglioni e corrimani per consentire lo spostamento dalla sedia a rotelle ai sanitari, e un sedile ribaltabile e un impianto a telefono nell’eventuale doccia; le dimensioni ottimali sono di almeno m 1,80 x 1,80;

  • ascensori di edifici di nuova costruzione dotati di pianerottolo antistante con dimensioni di almeno m 1,50 x 1,50 e di cabina con dimensioni di almeno m 1,40 x 1,10 (edifici non residenziali) o di m 1,30 x 0,95 (edifici residenziali), con porta sul lato corto con luce netta di almeno 80 centimetri.

  • l’adozione di semafori con dispositivo di segnalazione sonora;

  • piccole rampe di raccordo per i marciapiedi (Foto 5);

  • appositi sentieri tattili (Foto 6 e 7) per la segnalazione di percorsi preferenziali o possibili pericoli (ad esempio attraversamenti pedonali, rampe di scale o banchine ferroviarie) a ciechi o ipovedenti;

  • cartelli segnaletici in caratteri braille e piantine tattili (Foto 8 e 9).

  • Altri accorgimenti particolarmente utili e correntemente adottati nell’arredo urbano o nei luoghi di forte transito (porti, aeroporti o stazioni di autobus, metropolitane e treni) sono:

     

Interventi, agevolazioni e incentivi fiscali per l’abbattimento delle barriere architettoniche

L’esecuzione di interventi edilizi per l’abbattimento delle barriere architettoniche è sempre autorizzata dai regolamenti edilizi e dagli strumenti di pianificazione urbanistica di ciascun comune e di norma non è soggetta al pagamento del costo di costruzione o degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

Tuttavia, in base alla loro entità sono sottoposti alla presentazione di un titolo edilizio (a seconda dei casi CILA o SCIA) e, nel caso di edifici vincolati come bene culturale o in zona con vincolo paesaggistico, anche all’ottenimento del nulla-osta o dell’autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza.

Sono previsti anche alcuni incentivi fiscali, chiaramente illustrati in un’apposita guida dell’Agenzia delle Entrate.

Per prima cosa, godono di un’iva agevolata al 4% (anziché al 10% come tutti gli altri interventi sugli edifici esistenti):

  • l’acquisto di servoscala, pedane elevatrici e altre apparecchiature simili;

  • i sistemi di domotica;

  • la manodopera e altri servizi dipendenti da contratti di appalto relativi agli interventi eliminazione delle barriere architettoniche.

Gli interventi edilizi veri e propri, al pari di quelli di manutenzione ordinaria (solo per le parti comuni degli edifici) e straordinaria, restauro, ristrutturazione e risanamento conservativo, usufruiscono invece della detrazione Irpef del 50% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2020 fino a un massimo di 96.000,00 € per ciascuna unità immobiliare.

Possono accedere a questa agevolazione ad esempio gli interventi di:

  • costruzione di rampe;

  • installazione di servoscala, pedane elevatrici o ascensori, purché conformi alle prescrizioni sull’abbattimento delle barriere architettoniche;

  • modifica o realizzazione di bagni accessibili ai disabili, ad esempio mediante la sostituzione dei sanitari;

  • l’installazione di corrimani e maniglioni;

  • la realizzazione di impianti domotici per il controllo ambientale.

Fonte:Teknoring

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