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Data: 10-03-2017

La nuova normativa IATF 16949

Dopo un’intensa attività durata più due anni, si è concluso il lavoro di aggiornamento della norma per i sistemi di certificazione Qualità dell’automotive, che ha dato vita alla nuova IATF 16949, pubblicata il 1° ottobre 2016, erede dell’ISO/TS 16949. All’elaborazione del documento hanno partecipato organismi di certificazione, OEM, fornitori e auditor da tutto il mondo. In Italia, il gruppo di lavoro è stato coordinato da ANFIA e costituito dai rappresentanti dei fornitori italiani, con la partecipazione del Costruttore nazionale. Numerosi e interessanti gli input raccolti e le proposte di aggiornamento riconosciute come valide ed efficaci, poi armonizzate e confluite nella release finale della norma.
Sono passati quasi vent’anni dalla prima edizione dell’ISO/TS 16949, nel 1999, a cui hanno fatto seguito le successive edizioni del 2002 e del 2009 e chi le conosce, avrà immediatamente notato che la nuova IATF 16949 non è più targata ISO. Prima di addentrarci nei motivi che hanno condotto a questa scelta e nell’analisi dei contenuti della pubblicazione, un breve excursus storico potrà essere d’aiuto per comprendere il percorso evolutivo della Qualità nell’automotive fino ad oggi.
L’ISO/TS 16949 nasce dall’esigenza di uniformare i sistemi di valutazione e certificazione nella catena di fornitura del mondo auto. Intorno alla metà degli anni ’90, infatti, i maggiori Costruttori europei e le Associazioni nazionali dell’automotive svilupparono, in maniera indipendente tra le varie nazioni, i primi schemi di certificazione per i fornitori del mondo auto. Prima di questa fase, esistevano già dei documenti per la valutazione dei fornitori, realizzati nell’ambito di specifici programmi per lo sviluppo della Qualità nel settore autoveicolistico, e utilizzati per le valutazioni di parte seconda. In particolare, guardando all’Europa: la Guida francese EAQF ’94, la Guida tedesca VDA 6.1 e la Guida ANFIA AVSQ ‘94 “Valutazione Sistemi Qualità”. L’AVSQ ‘94 è stata elaborata attraverso il lavoro comune dei Costruttori e dei componentisti e, una volta ottenuto il mutuo riconoscimento con le corrispondenti altre due guide, diventò il riferimento nazionale in materia. Sempre in quegli anni, venne introdotto anche lo standard di Qualità QS9000, nato dallo sforzo comune dei tre Costruttori americani General Motors, Chrysler e Ford.
A fronte di una crescente internazionalizzazione dei fornitori e delle fonti di acquisto, si poneva, in quegli anni, per questi fornitori, il problema della doppia certificazione: una secondo uno qualunque degli schemi europei, l’altra secondo lo schema QS9000. I Costruttori, quindi, si resero ben presto conto della necessità di arrivare a un documento comune, condiviso, orientato alla certificazione e valido in tutto il mondo, in grado di far risparmiare buona parte del tempo e delle energie impiegati negli audit ripetuti secondo i diversi modelli.
La strada del mutuo riconoscimento fra documenti difformi, infatti, non era più percorribile, non solo per i differenti tipi di approccio, ma anche perché sia i valutatori di parte seconda e terza, sia i referenti delle aziende fornitrici, avrebbero dovuto essere formati all’impiego di documenti diversi, a loro volta passibili di modifiche ed evoluzioni da ricondividere ad ogni occasione.
Fig 1 - T2 nel mondo

Fig 1 – T2 nel mondo


Allo stesso modo, affidarsi unicamente alla norma ISO 9001 – che, pure, nell’edizione del 1994, fungeva da base, nelle linee generali, anche per il mondo dell’auto – non poteva rappresentare una soluzione, essendo la norma necessariamente generalista e basata sul rispetto di requisiti molto elastici, mentre il comparto automotive aveva già sviluppato, nel corso degli anni, metodologie applicative specifiche per il prodotto auto.
Di qui, la nascita dell’IATF (International Automotive Task Force), i cui membri fondatori sono ANFIA e le Associazioni consorelle statunitense AIAG, inglese SMMT, tedesca VDA e francese FIEV, nonché le corrispondenti Case automobilistiche – Fiat in Italia, Chrysler, Ford e General Motors in USA, BMW, Volkswagen e Daimler in Germania, Peugeot, Citroen e Renault in Francia – la quale, in circa 3 anni, elabora la specifica tecnica ISO/TS 16949, pubblicata, alla sua prima edizione, a marzo 1999. In sintesi, gli obiettivi del documento erano: garantire la fiducia nel global sourcing, migliorare la qualità di prodotti e processi – molto più di quanto si potesse ottenere dall’applicazione dell’ISO 9001 – adottare un unico approccio, riducendo, così, la variabilità e il numero di valutazioni.
Si tratta di un documento innovativo, grazie ad uno spiccato orientamento al cliente, all’inserimento di requisiti specifici dei clienti, e anche perché ha avuto il merito di introdurre un set comune di particolari tecniche e metodologie impiegate nell’ambito dello sviluppo prodotto/processo, in produzione e per effettuare l’analisi dei dati. Costruttori e Associazioni di settore hanno quindi poi realizzato, nel tempo, una serie di pubblicazioni tecniche di supporto alle aziende per lo sviluppo di una cultura comune su molte metodologie.
Per rendere il documento ancora più ufficiale e di sostanza, l’IATF, in quegli anni di sviluppo, prese contatti con l’ISO. Questi contatti portarono alla decisione comune, IATF e ISO, di pubblicare lo standard automotive come Specifica Tecnica sotto l’ombrello ISO, motivo per cui parlare di “documento” è riduttivo, in quanto lo Schema comprende la realizzazione del documento standard condiviso, la definizione di regole comuni per la certificazione dei fornitori, e la definizione degli organismi di formazione per la qualifica dei valutatori di parte terza (auditor). L’IATF definisce anche i profili di competenze degli auditor: conoscenza dell’ISO/TS e delle regole, conoscenza dell’approccio per processi e delle metodologie di base.
Questo primo documento normativo rappresenta sostanzialmente un lavoro di armonizzazione e integrazione delle precedenti guide sui sistemi qualità automotive sviluppati dalle singole nazioni e non una costola o un aggiornamento di un qualche singolo documento preesistente. E’ bene, inoltre, sfatare un altro falso mito, con buona pace dei cultori di questo o quel documento.
Pur essendo vero, infatti, che nell’ISO/TS 16949 si fa riferimento ad alcune metodologie, ciò non significa che vengano indicati metodologie o documenti nazionali specifici, mentre, spesso, si è fatto invece riferimento ai requisiti del cliente. I fornitori, in altre parole, sono liberi di scegliere un documento proprio, sviluppato internamente, per l’applicazione di metodologie come SPC o FMEA, oppure di seguire uno qualunque dei manuali sviluppati dalle maggiori associazioni di settore (VDA, ANFIA, e così via).

 

Fig 2 - T2 in Italia

Fig 2 – T2 in Italia


C’è da dire che, nella versione del 1999, l’ISO/TS richiamava un numero relativamente ampio di metodologie – sempre in maniera generica e senza riferimento a documenti specifici – ma, a partire dalla revisione del 2002, è stato scelto di mantenere solo tre metodologie fondamentali, rendendole obbligatorie: FMEA, SPC ed MSA. Fino ad oggi, le tre metodologie citate, di cui i Costruttori ritengono necessaria l’applicazione, hanno rappresentato il cuore della norma.
Attualmente, in Italia, le aziende certificate ISO/TS 16949 sono circa 1.380 (dato di giugno 2016 – figura n. 1) e la norma, richiesta da tutti i Costruttori occidentali, ha piena applicazione in tutto il mondo, con decine di migliaia di fornitori certificati (figura n. 2). Non a caso, a testimonianza del rilievo che ha progressivamente assunto negli anni, si tratta del terzo schema di certificazione più diffuso nel mondo dopo l’ISO 9001 e l’ISO 14001 (figura n. 3).
Tornando alla nuova IATF 16949 – oggi e ancor più in futuro l’unico documento esistente per la certificazione dei sistemi di gestione Qualità automotive – possiamo dire che è stata concepita come documento autonomo con il duplice intento di mantenere uno stretto controllo dello schema a livello mondiale e di gestirne in tempi rapidi gli aggiornamenti. E’ chiaro che l’obiettivo che l’IATF si pone resta quello di incrementare le prestazioni della supply chain, portandole al livello e alle aspettative dei clienti, punto dolente di questi anni di applicazione. Pur non essendo più una pubblicazione ISO, la struttura del nuovo documento rimane quella dell’ISO 9001, che ha visto un recente aggiornamento a settembre 2015 e, analogamente, IATF continuerà comunque a lavorare con ISO.

 

Fig 3

Fig 3


La nuova norma, quindi, è ora elaborata con maggiore rapidità, essendo il frutto del lavoro e dell’approvazione di un gruppo di referenti più ristretto. Aggiornamenti, modifiche o interpretazioni autentiche avverranno, quindi, secondo un processo più rapido che permetterà anche, ad esempio, adeguamenti più frequenti laddove necessario in conseguenza dello sviluppo e dell’evoluzione del mercato, dei prodotti e delle innovazioni tecnologiche in genere, dei processi, delle condizioni economiche.
E’ importante puntualizzare, in ogni caso, che la norma IATF 16949, in ambito certificazione, non può essere impiegata da sola, ma unicamente e obbligatoriamente con la norma ISO 9001. Pertanto, tutte le organizzazioni devono sviluppare il proprio sistema qualità tenendo conto dei requisiti contenuti nell’ISO 9001 e nell’IATF 16949 e non può esistere un certificato rilasciato in accordo all’IATF 16949 ottenuto con la sola verifica dei requisiti contenuti nell’IATF 16949.
Venendo ai punti salienti della nuova norma, si rileva un maggior numero di requisiti rispetto all’ISO/TS 16949, che già ne conteneva circa il 60% in più rispetto all’ISO 9001, soprattutto riguardo alle fasi di progettazione e di produzione. Nel passaggio dall’ISO/TS 16949 alla nuova normativa, acquista una centralità crescente, infatti, il riferimento alle esigenze specifiche dei singoli Costruttori, tant’è che il nuovo documento presenta, tra gli elementi di novità, proprio l’inserimento di alcuni Customer Specific Requirements.
Da questo punto di vista, è stato fatto dagli OEM un grosso sforzo di mediazione. Questo ha permesso di ottenere un risultato più che soddisfacente, anche se alcune parti direttamente interessate (fornitori), avrebbero forse richiesto una maggiore integrazione di questi requisiti nella norma.
In generale, il messaggio che il nuovo documento porta con sé è forte, concentrandosi su un deciso orientamento al Risk Management – uno dei tratti costituenti anche della nuova ISO 9001:2015 – e sull’imprescindibilità di un sistema di gestione per la qualità disegnato in ogni processo e sotto-processo secondo le esigenze dei clienti, orientato a una visione meno formale e più sostanziale, in cui i requisiti dei clienti sono armonizzati in modo strutturato e profondo nelle pieghe del sistema e dei processi dell’organizzazione.

 

ANFIAANFIA
Associazione Nazionale Filiera
Industria Automobilistica

ANFIA Service nasce nel 1996 come Società di Servizi di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica); è
certificata ISO 9001. Opera in diversi settori di attività, tra cui i principali sono la consulenza, la formazione, i convegni e le pubblicazioni tecniche in ambito Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Etica.
ANFIA, in qualità di membro IATF (International Automotive Task Force) in rappresentanza dell’industria nazionale, ha contribuito allo sviluppo della Specifica Tecnica ISO/TS 16949, poi diventata norma IATF 16949:2016, e ne monitora costantemente l’applicazione dello schema di certificazione in Italia. E’ dunque anche alla luce delle ultime e originali indicazioni fornite da IATF che ANFIA Service progetta e aggiorna tempestivamente l’offerta formativa di in area Qualità.

Tutte le informazioni dettagliate e gli ultimi aggiornamenti sulle attività di ANFIA Service sono disponibili sul portale www.anfia.it

Sedi:
10128 Torino Corso Galileo Ferraris, 61 Telefono 011 5546511
Fax 011 545464
E-mail: anfia@anfia.it;

00144 Roma Viale Pasteur, 10
Telefono 06 54221493 (4)
Fax 06 54221418
E-mail: anfia.roma@anfia.it

Importante è anche sottolineare il fatto che l’IATF fa ampio riferimento alla Responsabilità Sociale dell’Impresa e all’etica.
Guardando alle novità di rilievo, tra i contenuti della norma rientra anche, per la prima volta, il software integrato nei prodotti per l’automotive, nell’intento di rispondere alle evoluzioni tecnologiche avvenute negli anni. Un’enfasi particolare, inoltre, è stata posta su tutta l’attività di problem solving, non solo relativamente alle non conformità interne dei fornitori, ma soprattutto a quelle che impattano sul cliente e sull’utente finale (ad esempio: analisi dei reclami cliente, gestione della garanzia).
C’è tutto l’interesse a far sì che il periodo di transizione per le certificazioni ISO/TS sia il più lungo possibile per permettere alle aziende di metabolizzare il cambiamento, fermo restando che queste certificazioni dovranno essere aggiornate, in conformità con il nuovo dettato normativo, entro il 14 settembre 2018, come già comunicato da IATF. Nei prossimi anni, le aziende della filiera automotive dovranno quindi lavorare per riallineare i propri sistemi qualità al nuovo documento, come alcune hanno già fatto per quel che concerne la nuova edizione della norma ISO 9001. Ricordiamo che quest’ultima, rispetto alla precedente edizione (ISO 9001:2008), è stata sottoposta a significative revisioni e si caratterizza anche per l’introduzione di alcune novità, tra cui, come già accennato, l’importanza attribuita al concetto di rischio.
Questo con l’intento di sensibilizzare le aziende sulla valutazione attenta del contesto in cui operano e sulla rilevanza delle attività di risk management, elementi, questi ultimi, ripresi e sviluppati anche nella nuova IATF 16949.
In ultimo, l’aggiornamento della norma ha richiesto un lavoro di aggiornamento/adeguamento anche delle regole per la certificazione. L’IATF ha ufficialmente approvato l’edizione n. 5 delle regole che vedrà la pubblicazione a novembre 2016.

IATF 16949: the new international standard for Quality management in the automotive industry, representing the evolution of ISO-TS 16949
Nearly 20 years have passed since the first ISO/TS 16949, the technical specification for automotive sector quality management systems, was developed in 1999, and then followed by subsequent 2002 and 2009 editions. On 1st October 2016, the new IATF 16949 has been published, superseding and replacing the current ISO/TS 16949. Although the new standard is no longer ISO branded – but designed as an autonomous document, with the dual purpose of keeping a tight control of the worldwide scheme and manage updates in a short time – its structure remains aligned and refers to ISO 9001, the quality management systems standard updated in 2015.
A higher number of requirements can be found in IATF 16949 than in ISO/TS 16949, which already contained about 60% more than the ISO 9001. Moreover, IATF 16949 includes some Customer Specific Requirements and is also strongly oriented to Risk Management.

MARCO MANTOAN

Amministratore delegato di ANFIA Service
Responsabile italiano dell’IATF Oversight Office ANFIA - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, Torino;www.anfia.it
anfia@anfia.it

Fonte: Qualità on line  http://rivista.qualitaonline.it/la-nuova-normativa-iatf-16949/  

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